La parola “cringe” (e i suoi derivati come “cringiare” e “cringiata“) è entrata a tutti gli effetti nel vocabolario italiano, secondo la storica accademia della Crusca, il più importante istituto di ricerca sulla lingua italiana nonché la più antica scuola di lingua del mondo.
La “Crusca”, che si occupa di studiare e analizzare le nuove tendenze della lingua, ha riconosciuto l’uso sempre più diffuso del vocabolo inglese, soprattutto in ambito digitale.
“Cringe”, per chi non lo sapesse, è usato soprattutto come aggettivo, con il significato di “imbarazzante, detto di scene e comportamenti altrui che suscitano imbarazzo e disagio”, scrive la Crusca.
Arrivato in Italia tramite Twitter già nel 2012, il termine è diventato via via sempre più comune sui social e tra i giovani. Confermando, tra l’altro, la tendenza ormai acclarata di “italianizzare” termini provenienti dall’inglese: l’anno scorso era stato il turno di “triggerare” (da “to trigger”), prima ancora di “skillato” (da “skilled”), e così via.
Che ne pensate? secondo voi, che cosa è davvero “cringe”? Fatecelo sapere nei commenti!


