Il 12 aprile di 60 anni fa, Yuri Alekseyevich Gagarin salì a bordo della capsula spaziale Vostok 1 (“oriente” in russo), diventando il primo essere umano a viaggiare nello Spazio.
La missione fu un grandissimo successo per il programma spaziale sovietico, che era ad uno stato di sviluppo più avanzato rispetto al nemico americano. All’epoca, infatti, lo Spazio era diventato uno dei Tanti campi di battaglia tra le due superpotenze della guerra Fredda.
La missione di Gagarin partì precisamente alle 9:07 del 12 aprile, dalla base russa di Baikonur, e durò in tutto 108 minuti, dal lancio al rientro sulla Terra.
La piccola capsula sferica con all’interno Gagarin completò, per la prima volta nella storia, un’orbita intera intorno al nostro Pianeta, prima di rientrare nelľ atmosfera terrestre.
Leggenda vuole che due donne, vedendo Gagarin appena atterrato sano e salvo, gli chiesero stupite se fosse caduto dal cielo, ricevendo questa risposta: “in effetti è così!”.
Grazie a questo successo, il “cosmonauta” Gagarin divenne una mito, non solo in patria, ma anche nel resto del mondo. Il 27 marzo del 1968, purtroppo, Gagarin morì in un incidente aereo in circostanze misteriose, alimentando varie teorie cospirazioniste sulla sua sparizione.



